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La Dormitio Virginis

La Dormitio Virginis. La Dormitio Virginis.

Il 15 agosto, in pieno centro di quelle Feriae Augustales cristianizzate poi dalla Chiesa Cattolica con la festività dell'Assunzione, ricorre a Guasila la festa patronale, sa festa manna. Alla Vergine Assunta è dedicata la parrocchiale, che ha come compatrono san Pietro apostolo. Il simulacro della Vergine Assunta riproduce fedelmente l'antica tradizione della Dormitio Virginis, ossia della Dormizione della Gran Madre di Dio, secondo il rito ortodosso. Nella parrocchiale guasilese, una delle cappelle maggiori è proprio dedicata all'Assunta. In una nicchia, sopra l'altare, il suo simulacro giace disteso fino al 13 agosto, quando, di mattina presto si dà inizio al rituale detto della Vestizione, a bistì sa Santa. Si tratta di una interessantissima sequenza di atti e di preghiere che si protraggono per tutta la mattinata e che si susseguono con una assodata regia tramandata dalle donne (da notare l'esclusione degli uomini dal rituale) e che rimandano all'antichissima usanza bizantina, a cui tale rituale rimanda.

Una volta sistemato il simulacro nel letto, ai piedi dell'altare, il gruppo delle donne procede a togliere le vesti ''comuni'', quelle di ogni giorno, che dovranno lasciare posto a quelle sontuose della Regina santorum omnium. Questo avverrà non prima di aver cosparso di oli e profumi il corpo della Santa. L'ultimo atto è quello della posa degli ori e dei gioielli, is prendas, e del completamento del letto dorato, con angeli di fianco, i veli ricamati sugli archi e la sistemazione de is triunfus (particolare questo non più in uso). La semplicità degli stessi atti contrasta con la sacralità con cui il tutto si svolge. Il rituale, infatti, conserva intatti alcuni aspetti dei rituali funebri di ''preparare'' il morto: vestizione degli abiti o delle vesti comuni, lavabo del corpo e vestizione con abiti o vesti ''buoni''. Quest'ultimo aspetto dell'usanza funebre si ricollega, insieme ad altri particolari, al viaggio del defunto. Ed è anche in relazione con l'esclusione degli uomini e al tabù del corpo femminile nudo. Il rito bizantino si basava sulla ''koimesis'', secondo la convinzione che la Vergine fosse morta ''per non sottrarsi alla legge comune, da cui non si era sottratto neppure il suo Divin Figlio''. A rafforzare l'idea di rituale funebre interviene anche il manoscritto ''Novena in onori de sa SS. Virgini Assunta'', nel quale si legge apertamente: ''Tre sacerdoti sopra tre sedie estraggono il Simulacro e lo collocano colla stessa positura sulla detta bara''. Tale convinzione, avvalorata dai Concili di Efeso (431) e di Nicea (787), è rimasta invariata nel corso dei tempi fino al 1950, quando papa Pio XII dava la definizione dogmatica sull'Assunzione di Maria, Munificentissimus Deus. L'atto della Chiesa determinò il cambiamento artistico, con il passaggio dei simulacri dalla posizione dormiente a quella eretta (cosa non avvenuta a Guasila). La vestizione ha termine nella tarda mattinata, quando il letto dorato, con la Vergine dormiente, verrà portato al centro della chiesa. Tutto è pronto per aprire i festeggiamenti. Ma, anche qui, un altro rituale, forse ancora più antico, interviene con tutto il suo fascino e con tutto il suo mistero.

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